CASHBACK POS dal 1 luglio: come ottenerlo in 3 step.(anche se non hai idea di cosa sia!)

Cashback sul pos? E ora cosa si sono inventati? Davvero è possibile recuperare una parte dei costi del pos? (non ci credo!)

E’ ufficiale: dal 1° luglio parte il cashback sul pos previsto dal decreto fiscale 2020 (legge 157/2019). Tradotto significa che il 30% delle spese sostenute per il pos, verranno retrocesse all’azienda sotto forma di bonus fiscale.

Quindi ad esempio se stai spendendo ogni anno 3000 euro di commissioni per l’ utilizzo del pos, riceverai un bonus di 900 euro (il 30%) .

Il termine cashback infatti è una modalità d’incentive, creata per dare un ritorno economico su una transazione, in questo caso per incentivare strumenti di pagamento alternativi al contante. Già l’idea ci fa venire l’acquolina in bocca, sentendo il profumo di “ritorno di soldi” … ma siamo sicuri che puoi averlo anche tu sul tuo pos?

Chi ci rientra esattamente?

Non tutti però hanno diritto al cashback pos. Per rientrare nella casistica dei beneficiari è necessario aver realizzato nel 2019 ricavi o compensi inferiori a 400 mila euro. Non fa differenza il regime di contabilità né la tipologia giuridica utilizzata per esercitare l’attività. Gli importi agevolati non contribuiscono alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap. L’agevolazione nasce per incentivare l’utilizzo della moneta elettronica e in coincidenza dell’entrata in vigore della riduzione a 2mila euro del limite del contante circolante.

Come fare per accedere ed ottenerlo?

L’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 29 aprile 2020, ha stabilito le regole su come effettuare l’invio e quali dati debba contenere la comunicazione.

  1. Per ottenere il cashback pos dovrà essere inviata comunicazione, utilizzando il software predisposto dalla stessa Agenzia, in cui andranno evidenziati:
  • Codice fiscale dell’esercente;
  • Mese e anno di addebito;
  • Numero totale delle operazioni di pagamento effettuate nel periodo di riferimento;
  • Il numero totale delle operazioni di pagamento riconducibili a consumatori finali nel periodo di riferimento;
  • Importo delle commissioni addebitate per le operazioni di pagamento riferite a consumatori finali;
  • Ammontare dei costi fissi periodici che ricomprendono un numero variabile di operazioni in franchigia anche se includono il canone per la fornitura del servizio di accettazione.

A presentare la comunicazione dal 1 luglio all’Agenzia delle Entrate, sono i prestatori dei servizi a pagamento, cioè i “convenzionatori”, che devono inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Come previsto dal provvedimento del 29 Aprile (https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/-/provvedimento-del-29-aprile-2020) con il quale l’Agenzia delle Entrate ha reso operativa l’agevolazione.

Inoltre, nel provvedimento viene specificato che è bene conservare i documenti relativi al rimborso per almeno 10 anni, così da poter contestare eventuali controlli fiscali.

2. Quando viene effettuata la comunicazione?

La comunicazione dovrà essere effettuata entro il 20 del mese successivo ed il credito, maturato con cadenza mensile, potrà essere utilizzato a decorrere dal mese successivo, utilizzando il Sistema di Interscambio Dati.

In caso di errori o di omissioni nella comunicazione, gli interessati potranno correggere i dati trasmessi, oppure annullare la trasmissione.La comunicazione di annullamento deve essere inviata entro il 20 del mese successivo al periodo di riferimento.

3. Come posso usare/ spendere il credito?

Il credito d’imposta si potrà usare solo in compensazione e a partire dal mese successivo a quello in cui sono state sostenute le spese. Il bonus si dovrà inserire nella dichiarazione dei redditi 2021 (riferita all’anno d’imposta 2020) e in quelle successive per in caso di importi residui non ancora portati in compensazione per mancanza di capienza fiscale.

Come mai lo stato vuole regalarci dei soldi?

Dal 2020 il governo italiano punta forte all’incentivazione dei pagamenti elettronici tramite POS, sia per carta di credito che per carta di debito. L’obbligo del POS per tutti gli esercenti è una manovra con l’intento di far evolvere il nostro paese e le nostre imprese verso i pagamenti digitali. Si vero…  anche combattere l’evasione fiscale, piaga da sempre del sistema monetario italiano. Non solo gli scontrini, ma anche le fatture diventeranno tracciabili e trasparenti per chiunque voglia avere la legge dalla sua parte. La tracciabilità dei pagamenti è solo l’ultima legge messa in atto per risanare un ambiente che da troppi anni ormai era schiavo del contante, cercando così di favorire l’utilizzo di Bancomat e carte di credito per stare al passo con i tempi di stati molto più avanti di noi, già in modalità Cash-less.

Davvero è conveniente per me?

Non tutti sanno che il credito d’imposta è già stato sperimentato per i benzinai: infatti, su tutte le spese per le commissioni addebitate dalle banche sui pagamenti, i distributori di carburante hanno un credito d’imposta del 50%. Questo credito per le transazioni elettroniche è in vigore da luglio 2018 e hai ricevuto ottimi feedback e inaspettata soddisfazione da chi ne ha usufruito.

L’idea del governo, quindi, è di creare un beneficio comunitario a tutti gli attori del commercio:

  • in primis troviamo ovviamente lo Stato (e ti pareva) che con questa manovra prova a diminuire l’evasione, aumentando i consumi tracciati con carte di credito e i ricavi fiscali.
  • per il cliente, a cui si offre un incentivo per l’utilizzo di carte di credito e bancomat.
  • e infine, all’esercente a cui lo Stato “restituisce” una percentuale sulle commissioni del pos.

Mi sembra una manovra di quelle che gli americani definisco “Win-Win-Win” , ovvero dove vincono tutti .

Sempre che non ci mettano lo zampino le banche ..

Puoi tapparti le orecchie o non leggere le prossime righe.. per non cadere dalla sedia.. Alcune banche infatti nei giorni scorsi hanno comunicato con lettera scritta e irrevocabile un aumento delle commissioni del 30% con effetto immediato!!

E ora starai pensando: lo stato attua riforme e impone obblighi, ma come al solito a rimetterci siamo sempre noi imprenditori ed esercenti!! Ti pareva… da una parte ci danno e da una parte ci tolgono .. come una coperta troppo corta, che non ti fa dormire sereno perché ti lascia sempre un pezzo scoperto.

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