BONUS POS – dettagli operativi (e codice tributo)

12 SETTEMBRE 2020

Bonus POS, pubblicato il codice tributo F24 per il credito d'imposta sulle commissioni

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Per chi invece ha le idee chiare e vuole fare subito i fatti, ecco pronto il codice tributo per il credito d’imposta riconosciuto sulle commissioni addebitate per i pagamenti tramite carte e bancomat ed altri strumenti tracciabili.

Con la risoluzione n. 48/E del 31 agosto 2020, l’Agenzia delle Entrate esplicita i dettagli per dare il via al bonus per le commissioni, il credito d’imposta pari al 30% e riconosciuto dal 1° luglio 2020 ai titolari di partita IVA con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro.

Nel modello F24 bisognerà indicare il codice tributo 6916 per la compensazione del credito riconosciuto. Di seguito le istruzioni nel dettaglio fornite dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 48/E/2020.(se ti stai grattando la testa, gira queste informazioni al tuo commercialista)

Bonus POS, pubblicato il codice tributo F24 per il credito d’imposta sulle commissioni

Il credito d’imposta del 30% è riconosciuto per le commissioni dovute in relazione alle cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti dei consumatori finali dal 1° luglio 2020, a patto che il titolare di partita IVA sia titolare di ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nell’anno precedente.

Il Bonus POS, il cui importo è riconosciuto in base ai dati trasmessi dai prestatori dei servizi di pagamento, può essere utilizzato in compensazione modello F24 a partire dal mese successivo a quello in cui è sostenuta la spesa.

Nel modello F24, da presentare in modalità telematica, bisognerà indicare il seguente codice tributo:

  • “6916” denominato “Credito d’imposta commissioni pagamenti elettronici – articolo 22, decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124”.

Le istruzioni sono contenute nella risoluzione n. 48/E, pubblicata dall’Agenzia delle Entrate il 31 agosto 2020.

In sede di compilazione del modello F24, il codice tributo 6916 dovrà essere indicato nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.

I campi “mese di riferimento” e “anno di riferimento” sono valorizzati con il mese e l’anno in cui è stata addebitata la commissione che dà diritto al credito d’imposta, rispettivamente nei formati “00MM” e “AAAA”.

Agenzia delle Entrate – risoluzione n. 48/E del 31 agosto 2020. Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per le commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici – articolo 22 decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124

Bonus POS: come funziona il credito d’imposta sulle commissioni per i pagamenti

È stato il decreto Fiscale n. 124/2019, con l’articolo 22, comma 1, ad introdurre il credito d’imposta per le commissioni addebitate sui pagamenti tracciabili, in favore dei titolari di partita IVA con ricavi o compensi fino a 400.000 euro.

Il bonus POS, pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, debito, prepagate ed altri strumenti di pagamento tracciabili, è riconosciuto a partire dal 1° luglio 2020.

L’importo del credito d’imposta spettante viene determinato sulla base della comunicazione mensile effettuata dai prestatori di servizi di pagamento, che comunicano all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle transazioni effettuate dal titolare di partita IVA e le relative commissioni addebitate.

Il credito utilizzato dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi sia relativa al periodo d’imposta di maturazione dello stesso che in quelle relative ai periodi d’imposta successivi, fino all’anno in cui se ne conclude l’utilizzo.

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